Pertica Bassa, per salvare la Torre serve un restauro da 260 mila euro

Bresciaoggi, 4 aprile 2002

Chi salverà la torre? A Pertica Bassa il problema è reale. In bilico è il destino di un pezzo di storia locale. Una sorta di monumento che è «significativo edificio medievale – spiega la relazione dell´architetto Benzi -, un edificio privato, inutilizzato e in grave stato di degrado generalizzato, tanto da destare forti timori di crolli irreparabili se non si interviene immediatamente».
Il recupero della «Casa Torre» di Ono Degno di Pertica Bassa può già contare su un progetto, il cui costo è superiore ai 260 mila euro. «Il restauro conservativo di quest´importante testimonianza storico-edilizia, una dimora signorile del quindicesimo secolo – spiega il sindaco Luigi Ghidinelli – sarebbe insostenibile per il solo Comune di Pertica Bassa. Ma il recupero diventa ora possibile grazie al forte contributo che la Comunità Montana ci ha generosamente promesso».
Si inizierà subito con l´acquisto dell´immobile da mille metri cubi, con una superficie utile di 210 metri quadrati su cinque piani, disabitato da oltre 30 anni, al costo di 31 mila euro. «L’edificio attualmente appartiene a persone che da sempre vivono in Francia, ma che finora continuavano a mantenere un legame affettivo ideale con la loro Casa Torre. Dopo l’acquisto e il restauro, l´intenzione è di destinarlo a infrastrutture pubbliche».
L’impianto planimetrico a quadrilatero è semplice, il tetto in cattive condizioni (primo indice di facile deteriorabilità). I muri presentano diffuse fessure, che fanno temere collassi generalizzati della struttura.
«Si sta rischiando di perdere un patrimonio importante della Vallesabbia, testimonianza di come nel 1300, sette secoli orsono, Ono Degno fosse paese signorile».
Intervento primario dev´essere la sistemazione del tetto, per evitare le infiltrazioni d´acqua che oggi stanno minando la struttura. È poi urgente la sistemazione dei muri perimetrali, per chiudere tutte le fessure già aperte. Indispensabile tutta una serie di manutenzioni: dei soffitti ai piani, dei solai in legno, dei pavimenti, delle stanze (con abbattimento delle divisorie realizzate nel secolo scorso). L´impianto elettrico va realizzato ex novo, mentre quelli igienico-sanitario e di riscaldamento non esistevano.
Le Case Torri sono due, ma solo la «Tor» sembra recuperabile. «Furono realizzate nel 1300 dalla famiglia di Benadusio Torriani, poi trasformatasi in Butturini nel quindicesimo secolo, ed è rimasta unico segno dell´antico splendore di un paese che pur presenta ancora una gradevole architettura rurale. La “Tor”, nei suoi ultimi decenni di vita, fu usata più come fienile che come residenza signorile qual era.
Ora, con l´avvio delle operazioni di recupero, finalmente la Torre potrà tornare all´antico splendore. E, soprattutto, viste le condizioni attuali, eviterà il rischio di crollare.

Massimo Pasinetti

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