Pertica Alta rifiorisce. Con ritorni e nuovi arrivi gli abitanti aumentano

Lo scorso anno l'anagrafe locale ha registrato un prezioso +20. La montagna è più salubre e sicura e i servizi essenziali non mancano

BresciaOggi, 24 marzo 2021

Ci voleva (forse) la pandemia per far riscoprire il bello della montagna e della pace e invertire un processo di spopolamento durato decenni. Il segnale, davvero bello e confortante, arriva dalla valle di Pertica Alta; dai 6 borghi di Odano, Noffo, Lavino, Navono: Belprato e Livemmo (dov’è il municipio) che insieme contano circa 560 abitanti. Nel secolo scorso la popolazione era stata dimezzata dall’emigrazione che aveva portato i residenti ovunque (in tutta la valle ma anche in Italia e nel biondo) in cerca di lavoro; ora si sta registrando un importante cambio di rotta. «Ogni anno le nascite si contano sulle dita di una mano – spiega il sindaco Giovanmaria Flocchini – e la popolazione è piuttosto anziana. Eppure, nel 2020 si è registrato un inatteso +20 nel numero di abitanti».

L’incremento è stato di oltre il 3,5% in soli 12 mesi (di simili salti in avanti non c’è memoria nelle anagrafi della Pertica Alta, un tempo divisa nelle tre municipalità di Bel Prato, Livemmo e Navono fino al 1928, quando il fascismo impose la fusione). Il motivo? «La difficoltà del vivere in montagna è sempre esistita. Ma il virus ha evidenziato qualcosa che la gente di qui già sapeva: vivere in paesini così periferici è più sicuro, rilassante e salutare; fa bene al corpo ma anche alla mente. Il concetto di perifericità, poi, nel tempo ha perso importanza» racconta il sindaco.

«Infatti chi abita da noi, grazie al fatto che gran parte dei residenti dispone di propri mezzi di trasporto, non ha più grosse difficoltà nel raggiungere il fondovalle o la città. Si trascorre quindi una vita sana, e quando bisogna scendere semplicemente lo si fa: in auto non è poi così problematico percorrere i 12 chilometri da Livemmo a Nozza. Una strada che nel tempo è stata anche allargata e resa più sicura». Ecco perché, anche se non sono aumentate le nascite, sono tanti sia i residenti di ritorno, ovvero le persone originarie che, partite tempo fa dalla Pertica Alta, ora hanno scelto di tornarci definitivamente, sia i neo residenti che hanno scelto di trasferirsi da queste parti lasciando la citta, la confusione, gli assembramenti, l’aria inquinata e trovando quell’energia verde che sanno fornire solo prati, boschi e montagne.

Col tempo, quelli che prima erano solo casi sporadici ora sono diventati un fenomeno. Anche il Comune ha contribuito a questa trasformazione in atto; per esempio «sistemando le strade agro-silvo-pastorali e le malghe, oggi in gran parte occupate, ma anche realizzando strutture come la bottega di Livemmo, la piastra polivalente a Lavino o la struttura coperta in lamellare da utilizzare per feste e incontri (di prossima realizzazione, ndr). Interventi a favore dell’aggregazione; almeno quando la pandemia se ne sarà andata».

Pandemia che nella Pertica Alta ha avuto un impatto meno importante rispetto al resto della Valsabbia, e che come detto è oggi tra i motivi che spingono la gente a venire a vivere qui.

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