Loc. Arca dei Penser

Avenone, giugno 2009

L’alba di sabato mattina ci regala un cielo terso e limpido, un buon auspicio per le due giornate di scultura che ci aspettano. Alla spicciolata arrivano tutti,i ragazzi più giovani reduci dalla canonica serata del venerdi,quelli meno giovani,quelli del Trentino,il Pier di Reggio Emilia ma che ormai è di casa dalle nostre parti.Ci siamo tutti.Quindici tronchi di larice ben disposti sul prato aspettano che trenta braccia si occupino di loro. E’ un formidabile colpo d’occhio vedere e sentire quindici persone e quindici motoseghe al lavoro.E’ stato bello notare i due ciclisti, casualmente sbucati dalla stradina, arrestarsi sorpresi. Anche la Corna Blacca forse ancora assopita nella luce dell’alba sembrava improvvisamente scuotersi! Ma forse era semplicemente il sole che la stava ormai illuminando.Forti dei progetti preparati e di una certa sicurezza ormai acquisita nel volgere di poche ore le sculture cominciavano già a prendere forma.Nessun scultore è stato banale, l’originalità delle opere ha forse contraddistinto come non mai questo simposio.Come scritto giorni fa il tema era la seduta. Sedie, troni,giochi o animali su cui sedersi e ascoltare il silenzio di un magico angolo di bosco.Quindi? Il nostro consiglio è ovviamente quello di andare a vederle. Le carrellate scritte hanno la peculiarità di non essere mai lette da nessuno se non nelle prime righe. Possiamo solo arrivare a raccontarvi di come ci si può sedere su una panciuta lampada a olio o su una ranocchia e nel frattempo approfittarne per sfregarne una e baciare l’altra!O di come ci si possa rilassare all’interno di un bel libro! Vi piacciono sensazioni meno legate alle fiabe? Approfittate di una forchetta che vi porterà alla mente la generosa porzione di spaghetti che vi aspetta a casa al rientro dalla passeggiata,amate meditare in una piccola stanza della casa dove solitamente si chiude la porta e si rimane soli? Bene,anche nell’arca la tazza la troverete!!!Alla fine pensiamo di aver spaziato a 360 gradi con la fantasia ma quello che più conta è il fatto di aver trascorso due giornate (notte compresa) semplicemente a scolpire. E’ stato il NOSTRO simposio. Ci siamo confrontati e aiutati, tutti ne sono usciti artisticamente arricchiti ed è stato bello notare la soddisfazione sul volto di ogni artista e in particolare su quello del magister della Bottega Abele Flocchini che, oltre ad ospitarci,ha voluto e organizzato queste due giornate. Nel pomeriggio di domenica abbiamo trasportato le sculture in un verde e silenzioso bosco di abeti chiamato Arca, ne vale davvero la pena farci una passeggiata: è un angolo davvero magico dove pensiamo che le nostre opere sapranno discretamente aspettarvi ai piedi dei tronchi e delle rocce, qui la scena non è nostra, è della natura!
Cogliamo comunque l’occasione della vostra visita al Simposio per parlarvi meglio di questa bella iniziativa.Viene facile a volte fare la cruda cronaca di un avvenimento, ma questo genere di cose si raccontano meglio usando le emozioni che suscitano. Quali emozioni? Tanto per cominciare sicuramente quelle che proverete voi se andrete a farvi una passeggiata nell’ Arca…non dovrete fare altro che raggiungere Avenone e da qui farvi una comoda passeggiata a piedi fino al luogo che certamente la gente del luogo vi indicherà. A seguire quelle che abbiamo provato noi all’inizio delle due giornate di scultura e quel velo di tristezza al momento della partenza verso casa, tipico dei momenti in cui si è stati bene insieme. Per continuare con le emozioni come non parlare di una bella storia di mezza estate vissuta sul sentiero che scende dall’Arca……ve la raccontiamo: …una signora arriva in Pertica per un periodo di vacanza, in paese sente parlare dell’Arca dei Penser; ancora non l’ha vista , la vede con la sua immaginazione ricalcando quanto le viene riportato. La fresca notte di montagna concilia un buon sonno rigenerante e portatore di un sogno.L’Arca viene depredata, oscuri personaggi devastano e asportano le sculture ai piedi degli abeti; bisogna andare a controllare.In compagnia di un bimbetto la signora decide di recarsi sul posto fantasticando e rimuginando il sogno della notte appena trascorsa. Tutto è al suo posto e il sollievo per lo scampato pericolo si unisce al piacere di ammirare con i propri occhi ciò che le era solo stato raccontato. E’emozionante davvero sapere che una tua creazione diventi motivo di interesse tra le persone, che possa interferire con un sogno…il sogno è oscuro e inaspettato….forse coglie semplicemente ciò che di giorno sentiamo e vediamo con l’orecchio e l’occhio dell’anima! Per non tediarvi oltre vi vogliamo parlare di un’emozione che ha da venire. Prendetevi un pomeriggio di libertà. Arrivati al parcheggio di Avenone troverete un gufo scolpito nel legno che vi indicherà il percorso sa seguire, lungo il cammino ne troverete altri sei che vi porteranno all’Arca. Andate in questo luogo e semplicemente sedetevi sulla scultura che più vi aggrada. Poi? Poi non dovete fare altro che ascoltare il silenzio di questo angolo di mondo, lo potrete fare soli o con altri, leggendo un libro o conversando. Ma vi accorgerete del senso di serenità e rilassatezza che vi verrà trasmesso dalla natura del luogo. Le nostre opere saranno lì per accogliervi o semplicemente per farsi ammirare ma, come già scritto, qui la scena non è nostra ma è della natura!

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