La Chiesa di S. Rocco ad Avenone

Purtroppo di questa Chiesa rimane quasi soltanto la storia. Oggi è pericolante, interessata da un vasto movimento franoso che impensierisce per le conseguenze che può avere. Ma anche l’incuria degli uomini ha fatto la sua parte. Sarebbe bello poter salvare questa chiesa che non è piccola e ciò a dimostrare la forte devozione per S. Rocco coltivata dai nostri antenati”. È un Santuario abbastanza grande, molto semplice, con un solo altare. Ha un portale di granito scuro. Dentro è ormai spoglio di tutto ma sarebbe ancora possibile ricomporre l’insieme dell’altare.
Nel 1753 la Chiesa veniva già detta di antica origine. Si pensava che fosse stata costruita nei 1630. Si tratta però di un equivoco. È vero invece che in quell’anno vennero fatti molti legati e che, imperversando la peste, il culto di S. Rocco divenne più vigoroso. Questi legati miravano alla ricostruzione della Chiesa che allora era ancora una grande cappella malmessa. Infatti nella visita di Mons. Morosini del 1646 si accenna a pitture ormai macchiate ed in parte distrutte. Alla fine del 1600 gli abitanti di Avenone si recavano in S. Rocco per recitare l’Ufficio della Madonna. Ma l’antico edificio continuava a decadere e gli interventi erano solo dei palliativi. Così nel 1715, distrutta l’antica Chiesa, venne costruita quella che giungerà sino ai nostri giorni. Nel 1800 e sino a circa 40 anni fa, alla domenica vi si teneva l’oratorio delle donne. Di tanta storia rimane ora un edificio con profonde fenditure. Il terreno instabile sembra condannare questa Chiesa così ricca di storia alla rovina certa, ma, forse, la volontà umana può ancora qualche cosa.

Alfredo Bonomi in “La pagina storica” (Eco delle Pertiche 1/1987)

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