3) Passata – Monte Zovo

Partenza e Arrivo: Forno d’Ono

SCHEDA TECNICA
Tempo percorrenza Mountain Bike: 2:30 h
Tempo percorrenza a piedi: 4:30 h
Lunghezza: 21,3 km
Pendenza max: 20 %
Dislivello complessivo: 870 m
Difficoltà: media


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Itinerario di media lunghezza, suggestivo, che interessa per lo più il versante estremo a est, sopra l’abitato di Levrange con il paesaggistico Monte Zovo, e quello estremo a sud del comune di Pertica Bassa. Sul Monte Zovo non è difficile imbattersi in esemplari della flora alpina, come il profumatissimo martagone, il vistoso giglio rosso, la rara saxifraga e le numerose varietà di genzianacee, e nei superbi esemplari di capriolo e di volpe e ammirare i volteggi dell’astore e del biancone, animali che, fra queste montagne, riescono a sottrarsi all’inquinamento. Un tour che si sofferma sulle caratteristiche morfologiche del territorio e che permette di godere di aspetti ambienti naturali e antropizzati legati alla storia del comune.

Partendo dalla piazzetta di Forno d’Ono (511 mt. di altitudine), antistante il comune, si procede in direzione Ono Degno. Per i bikers, superato il ponte, si presentano 4 km di graduale ascesa lungo la strada comunale asfaltata con una pendenza media del 6 %. Per gli escursionisti a piedi si consiglia la vecchia mulattiera Forno d’Ono – Ono Degno spezzata dalla strada asfaltata.

Arrivati a Ono Degno superato il cartello si procede dritti per alcune centinaia di metri fino ad una grande fontana in pietra a sinistra, superata la quale, 10 metri più avanti, si tiene la sinistra prendendo la strada asfaltata intercomunale Ono Degno – Presegno. Da subito la ripida salita si presenta impegnativa ma, dopo lo sforzo iniziale, la strada di sezione ristretta prosegue alternando tratti molto ripidi a tratti in falsopiano fino ad arrivare, dopo circa 3 km, in località Passata.

Qui ci si trova di fronte a un bivio: a sinistra la via continua a salire in direzione dei paesi di Bisenzio e Presegno, a destra prosegue pianeggiante con il fondo che diventa sterrato.

L’itinerario procede a destra regalando, dopo pochi metri, una discesa veloce che permette di recuperare fiato e rilassare le gambe. Il percorso si snoda in mezzo al bosco e porta a transitare per il Monte Zovo, dove sorge l’antica e caratteristica Chiesetta della Madonna della Neve, luogo rinomato anche per la presenza di numerosi appostamenti di caccia e di fienili adibiti in parte a residenza estiva (vista panoramica).

Lasciato alle spalle questo suggestivo paesaggio il percorso ripropone l’asfalto e importanti pendenze lungo le quali si sviluppano, per ben 3 km, curve e tornanti stretti che richiedono ai biker e agli escursionisti la massima attenzione data dall’esigua larghezza della strada che consente il passaggio di una sola autovettura.

Ai piedi della discesa, in prossimità di un bivio, si continua a sinistra in direzione Tre Stalle, località a sud di Levrange dove sorgono tre stalle adibite al ricovero del bestiame, ricominciando a macinare metri di salita su fondo nuovamente sterrato. La strada spiana presto e prima di affrontare un nuovo tratto in discesa la vista consente di godere di una splendida veduta panoramica su prati, boschi e sulla frazione di Levrange. Si prosegue quindi in discesa imboccando la prima strada a sinistra e, dopo circa 400 m., un sentiero pianeggiante sulla destra conduce all’antica Chiesa di San Martino di Tours, sita all’interno delle cerchia muraria del vecchio cimitero di Levrange, dove l’atmosfera sacra che vi si respira indugia a una sosta rilassante.

Da qui, dopo un solo km pianeggiante su fondo battuto, si arriva nel vecchio abitato di Levrange crollato nel 1959 in seguito a un disastroso smottamento. Il vecchio paese merita una visita con le sue grandi case di pietra, con gli infissi di legno e le balconate dei solai dalle ringhiere intagliate.

Avventurandosi tra le poche case rimaste ci si ricongiunge alla strada comunale che scendendo verso sinistra porta a fondovalle inserendosi sulla provinciale che sale da Vestone. Si devia a destra costeggiando il torrente Degnone salendo per gli ultimi 2,5 km in leggera pendenza fino a Forno d’Ono, punto di partenza dell’itinerario.

Lungo quest’ultimo tratto finale si incontra il fienile Malpensada, sul fianco del torrente, che guadagna questo appellativo per via della sua ubicazione: molto più bassa rispetto alla strada, suscettibile di allagamenti e poco esposto al sole. Dopo 200 metri, salendo, dove c’è il ponte, sorgeva un’antica fucina, Fusina dei Seréf, alimentata dal canal dei Seréf e proseguendo si giunge in località Pià caratterizzata dai pochissimi terreni pianeggianti del paese.

Avvicinandosi all’arrivo si può osservare la Corna del Senglèl, l’imponente montagna che sovrasta il centro abitato di Forno d’Ono la cui cima, terminato l’itinerario, può essere raggiunta percorrendo un sentiero che parte dietro la chiesa e si inerpica tra boschi e prati.

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