4) Sentiero “Emiliano Rinaldini (Emi) – Mario Pellizzari (Fabio)”

Partenza e Arrivo: Livemmo

SCHEDA TECNICA
Tempo: 05:30 h
Lunghezza: 18 km
Dislivello: – mt
Difficoltà: media


Il sentiero Emiliano Rinaldini-Mario Pellizzari è interamente situato nel comune di Pertica Alta.
Sebbene questa escursione la si possa intraprendere anche dalle altre tre località di confluenza (Odeno, Belprato e S. Rocco) è consigliabile iniziarla da Livemmo (m 900), poiché tale avvío impegna gradualmente l’escursionista.
Dato che non presenta alcuna difficoltà alpinistica, è adatto tanto a comitive organizzate quanto a gruppi familiari e a singoli escursionisti di diverse capacità, anche perché consente varianti di rientro in caso di forzata interruzione.
Lasciato il paese, ci si incammina verso est sulla strada asfaltata per Pertica Bassa e la si segue fino al quadrivio di S. Rocco, dove si devia a destra sulla stradina che anticamente era la mulattiera per Belprato. Poco distante da una “santella” sorge, meritevole di una visita, la chiesetta-santuario di Barbaíne, accanto alla quale il monumento sacrario della Brigata Perlasca fa da modesto ma suggestivo monito.
Ritornati nei pressi della “santella” e imboccata la vecchia mulattiera, si è costretti, dopo circa mezzo chilometro, a proseguire ancora per un tratto su strada asfaltata per riprendere a sinistra la mulattiera che, passando dall’edicola della SS. Trinità, giunge a Belprato.
Un centinaio di metri oltre il paese si prende per una stradina cementata e per lungo tratto ombreggiata tra l’alternarsi di piccole salite e brevi discese.
In mezzo al bosco, dopo circa un chilometro, sorge l’oratorio di S. Bernardo (m 762). Da qui, con andata e ritorno in pochi minuti, ci si può re care in visita al cippo che sorge sul luogo dove Emiliano Rinaldini fu trucidato dai nazifascisti il 10 febbraio 1945.
Dallo spiazzo a fianco della chiesetta di S. Bernardo, inizia la prima salita che, attraverso un magnifico bosco, porta allo Zovo (Zuf, m 950) e dove si gode la vasta panoramica che accompagnerà quasi tutto il tragitto, tra Pertica Bassa a nord e la Valle del Tovere a sud, nella quale, sotto la sovrastante Corna di Mura (Savallo), è tracciato un altro sentiero dedicato alla memoria di sette partigiani caduti nella zona.
Si prosegue su una stradina in terra battuta fino al fienile Porta (m 970) con un lieve divallamento su un piccolo tratto cementato che collega Belprato, per inerpicarsi a destra, con comodo sentiero sulla sommità della folta pineta di Passello (m 1045). Da qui, usciti dalla pineta, si attraversa una radura prativa scendendo alla stalla di Casine per giungere poi, attraverso un altro bosco di pini, al ristoro Pineta (m 1010). Si segnala a coloro che vogliano evitare la salita al Passello, la comoda stradina che dal fienile Porta conduce alla stalla di Casine.
Sempre su strada sterrata, poi cementata e asfaltata, dal ristoro Pineta si giunge di nuovo a S. Rocco (m 941). Qui, obliquamente a destra, si riprende la stradina che gira verso il Ronco dove si apre completamente il paesaggio su Pertica Bassa, dominato dalla Corna Blacca. Proseguendo verso Bastoncino (m 1015), passando nei pressi di una casa-fienile, ci si inoltra in un’altra abetaia in direzione dei Dossi di Valsorda dove, al culmine di una radura a forma di selletta, si diparte in discesa la seconda variante con divallamento su Livemmo.
Dai Dossi di Valsorda, invertendo quasi del tutto la direzione di marcia, si infila a destra il sentiero che, attraverso un secolare bosco di abeti e faggi, sbuca alla cascina Valsorda (m 1178), una delle poche malghe ancora attive nella zona.
La strada in terra battuta, passando nel mezzo di vivai forestali, dopo aver superato il bivio della variante congiungente Seneghe al sentiero Brigata Perlasca (utile per un eventuale rientro ad Avenone), giunge allo spiazzo del Las (Passo del Lasso, m 1175). Qui è posta la lapide in ricordo di Mario Pellizzari, caduto in combattimento il 5 settembre 1944 sul monte Visone. Un tratto in costante discesa attraverso i Ruc (Ronchi m 1142) porta a Odeno (m 924), il più piccolo centro della Pertica.
Gli abitanti di questo ameno borgo parteciparono con grande trasporto alle vicende resistenziali, di cui ancora oggi ricordano i fatti con acuta sensibilità. Superato Odeno su strada asfaltata si perviene a Livemmo (m 900), centro di spicco della Pertica, sede comunale, con negozi, trattorie, bar.