A Pertica Alta, tra le montagne per ricaricarsi. Gli esempi di Alessandro e dei coniugi Terenzi

Giornale di Brescia, 4 aprile 2021

Magari il Covid non ha determinato la scelta, ma di certo l’ha rafforzata.

«È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso» dice Alessandro Darra, 30enne originario di San Polo, che da qualche mese vive a Livemmo, una delle piccole frazioni di Pertica Alta in Valle Sabbia.
Mille metri di altitudine, circa 500 abitanti complessivi, di cui 20 arrivati solo lo scorso anno.
«Il 5 maggio 2020» ricorda Alessandro «ho deciso che mi sarei trasferito qui, per me la vita di città era una galera». Non una scelta casuale: «Mia mamma è nata a Livemmo e ho sempre frequentato il paese, dove vivono molti miei amici e parenti». Poi la decisione di diventare parte della comunità.
«Mi sono laureato in storia dell’art e tutt’ora lavoro per Ambiente Parco. Quando non siamo in zona rossa vengo a Brescia tutti i giorni, ma non mi pesa: sono contento di poter tornare ogni sera sulle mie montagne.»

Anche Tiziana Pé e il marito Valentino Terenzi sono arrivati nei mesi scorsi a Pertica Alta. Prima vivevano a Manerbio, adesso la loro casa è in un bosco, precisamente a Passo Termine, al confine tra Marmentino e Livemmo. Qui hanno ristrutturato un casolare che oggi si chiama “Baita la Gioiosa” e non è solo la loro abitazione ma anche un luogo di villeggiatura per quanti vogliono abbandonare per un po’ la frenesia della città.
«Era da tempo che pensavamo di lasciare tutto e trasferirci in montagna» racconta Tiziana. «Con la pandemia, a maggior ragione, ci siamo resi conto che volevamo una qualità della vita diversa e, complice la pensione, ci siamo trasferiti.»
Di certo un passo ardito: «Qui siamo noi e la natura. Lo scorso inverno sono scesi più di 80 cm di neve ed eravamo isolati, perché le strade si potevano percorrere solo a piedi. Ma l’emozione data dall’atmosfera ha azzerato tutti i disagi»
Con l’incedere della bella stagione, i coniugi Terenzi si preparano ad accogliere qualche turista con un nuovo orto e tanti fiori
«Per me è tutto nuovo, prima lavoravo in fabbrica e nel tempo libero allenavo un squadra d calcio femminile» spiega Tiziana.

Chiara Daffini

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